miércoles, 28 de abril de 2010

Per i fans de Gandhi


Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo...

Preghiera dell'anima innamorata



Mio Signore, mio amato, se non compi quello che io ti chiedo perché ancora ti ricordi dei miei peccati, fai pure, o Dio mio, riguardo ad essi la tua volontà, che è quanto io cerco di più; usa la tua bontà e misericordia e sarai conosciuto in essi. E se tu attendi le mie opere per concedermi ciò di cui ti prego, concedimele e compile tu e vengano pure le pene che tu desideri accettare da me, ma se tu non aspetti le mie opere, che cosa aspetti, o clementissimo mio Signore? Perché tardi? Se infine deve essere grazia e misericordia quella che ti chiedo nel tuo Figlio, accetta il mio piccolo contributo perché lo vuoi e concedimi questo bene, poiché vuoi anche questo.Chi potrà mai liberarsi dal suo modo di agire e dalla sua condizione imperfetta, se tu, o Dio mio, non lo sollevi a te in purezza di amore? Come si innalzerà a te l'uomo generato e cresciuto in bassezza, se tu o Signore, non lo sollevi con la mano con cui lo creasti? Non mi toglierai, Dio mio, quanto una volta mi hai dato nel tuo unico Figlio Gesù Cristo, nel quale mi hai concesso tutto ciò che io desidero; perciò io mi rallegrerò pensando che tu non tarderai, se io attendo. Perché indugi a lungo, potendo tu subito amare Dio dentro il tuo cuore? Miei sono i cieli e mia la terra, miei sono gli uomini, i giusti sono miei e miei i peccatori. Gli angeli sono miei e la Madre di Dio, tutte le cose sono mie. Lo stesso Dio è mio e per me, poiché Cristo è mio e tutto per me. Che cosa chiedi dunque e che cosa cerchi, anima mia? Tutto ciò è tuo e tutto per te. Non ti fermare in cose meno importanti e non contentarti delle briciole che cadono dalla mensa del Padre tuo. Esci fuori e vai superba della tua gloria. Nasconditi in essa e gustala e otterrai quanto chiede il tuo cuore.




san Giovanni della Croce

La fede è la sapienzia


La fede è più vicina alla sapienza divina di ogni scienza filosofica e anche teologica. Ma poichè è arduo per noi procedere al buio, ogni raggio di luce che cade nella nostra nottecome un preannuncio della luce futura è un aiuto inestimabile per non smarrirci nel nostro cammino. Edith Stein

sábado, 24 de abril de 2010

Dove c’è vita


Ove si riconosce che la potenza della morte è infranta, ove il miracolo della resurrezione e della vita nuova splende in mezzo al mondo di morte, lì non si pretendono dalla vita cose eterne, lì si prende dalla vita quanto essa dà, non il tutto o il nulla, bensì il bene e il male, le cose importanti e quelle meno, la gioia e il dolore, lì non ci si aggrappa convulsamente alla vita, ma neppure la si getta via spensieratamente. E si attende l’uomo nuovo e il mondo nuovo solo al di là della morte, dalla potenza che l’ha vinta. Il Cristo risorto porta la nuova umanità in sè, l’ultimo glorioso “sì” di Dio all’uomo nuovo.
(D. Bonhoeffer)

Abitare nel silenzio


Se consideriamo lo stato attuale del mondo, tutta la vita (come certamente il cristianesimo ci autorizza), dobbiamo dire dal punto di vista cristiano: l’umanità è malata!
E se io fossi un medico e qualcuno mi chiedesse: “Che si può fare?” risponderei: “Il primo rimedio, la condizione indispensabile per poter fare qualcosa, quindi la prima cosa da fare è: procura silenzio, introduci il silenzio”. Non si riesce più a sentire la parola di Dio: se la si annunzia con mezzi rumorosi, gridandola a squarciagola per coprire il chiasso, non sarà più la parola di Dio. Procura silenzio! Promuovi il silenzio. (…) Questo non è nulla di preciso, perchè il silenzio non consiste nel non parlare. No, il silenzio è come l’illuminazione tenue che avvolge una confortevole dimora, come l’affabilità di una stanza modesta: non se ne parla, ma c’è ed esercita il suo benefico potere. Il silenzio è come un’atmosfera, l’atmosfera fondamentale in cui ci si immerge. Ma questo silenzio tu non lo puoi introdurre come quando chiami il tappezziere a metterti le tendine. L’ingresso del silenzio dipende dalla tua presenza, dal tuo modo di comportarti in casa (…). Il silenzio che regna in una casa è la presenza familiare dell’eternità.
(S. A. Kierkegaard)

lunes, 19 de abril de 2010

Il vento che mi fa volare...


Il vento che mi fa volare, vento caldo,ancora non è arrivato.

L'acqua nella quale mi immergo,ancora non è arrivata.

Il canto nel quale invecchioancora non è arrivato.

L'anima che amoancora non è arrivata.

Grigore Vieru

UNA SOLA COSA...


Essere una cosa sola con Dio: questa è la prima cosa. Ma una seconda ne segue immediatamente. Se nel corpo mistico Cristo è il capo e noi le membra, allora noi siamo membra gli uni degli altri, e tutti insieme siamo una cosa sola in Dio, una vita divina. Se Dio è in noi e se egli è amore, allora non possiamo che amare i fratelli. Per questo il nostro amore del prossimo è la misura del nostro amore di Dio. Ma si tratta di un amore diverso dall’amore naturale per gli uomini. L’amore naturale si dirige verso questo o verso quello, verso chi è a noi legato da vincoli di sangue, da affinità di carattere o da interessi comuni. Gli altri sono "estranei", di essi "non ci importa alcunché", anzi possiamo addirittura provare avversione nei loro riguardi a motivo della loro indole, per cui ci guardiamo bene dall’amarli. Per il cristiano, non esiste alcun “estraneo”. Nostro “prossimo” è chi sta via via davanti a noi e ha più bisogno di noi, sia egli o meno nostro parente, ci “piaccia” o no, sia “moralmente degno” o meno del nostro aiuto. L’amore di Cristo non conosce confini, non viene mai meno, non si ritrae di fronte all’abiezione morale e fisica (E. Stein)

INFINITA SOLITUDINE…


Mio Dio, te ne stai lì, impotente. Ti sei rialzato da terra, ma i tuoi piedi rifiutano di servirti, ora che le tue spalle devono di nuovo portare il peso enorme della croce. Tremante e agitato te ne stai in piedi, la croce fa da supporto impedendoti di cadere, ma quando devi sollevarla da terra per portarla avanti, barcolli e minacci di crollare di nuovo. Eppure tu devi e vuoi raggiungere il colle; è la volontà dei tuoi carnefici, ma anche tu vuoi portare la croce fino alla meta. Se non lo puoi fare da solo, ti si darà un aiuto, per non farti soccombere prima della fine del viaggio. Devi arrivare vivo alla vetta della collina. A questo sei arrivato, o Dio: più morto che vivo, sfinito dalle torture, esausto, in condizione di non trascinare la croce in cima alla collina nemmeno a forza di calci. Stai lì impotente. I tuoi nemici vogliono assolutamente che tu arrivi al luogo dell’esecuzione ancora vivo. Con apparente condiscendenza permettono che ti si aiuti, ma solo per poterti torturare ancora. Non importa quanto lo desiderano, in ogni caso non si degnano nemmeno di alzare un dito. Aiutarti? Vorrebbe dire semplicemente esporsi alla vergogna. Aiutarti? Solo pochi passi per la collina, ma è un’indegnità che non si osa pretendere nemmeno dai carnefici. Questi sono piuttosto pronti a colpirti a morte sul posto, e il loro lavoro è fatto. Non così i tuoi nemici, che vogliono vederti sulla croce, umiliato fino in fondo, fin dove è possibile per un essere umano. Chi ti aiuterà, o Gesù? Invano il tuo occhio si guarda attorno, per vedere se qualcuno vuole aiutarti: non c’è nessuno. Infinita solitudine. Non c’è nessuno, nessuno che voglia darti la minima consolazione. Nessuno che s’intenerisce per te. Tutti guardano indifferenti e lasciano che tu rimanga lì impotente, terribilmente impotente. Finalmente costringono uno straniero. Costui non è in condizione di resistere, e siccome non può fare diversamente ti aiuterà, non solo freddamente e con indifferenza, ma per forza, forse maledicendo te e la tua croce. Senza pietà per la tua debolezza, afferra la croce e la spinge insieme a te. Mio Dio, a volte penso che io mi sarei comportato meglio, che ti avrei alleggerito con amore del peso della croce, per alleviarti il dolore di quel terribile ultimo viaggio. Ma no, Simone è anche immagine di me! Dico che voglio seguirti sulla via della croce, ma poi allontano anche la più piccola, la più leggera. Di fronte al ludibrio e lo scherno di quelli che non ti amano, io non desidero più di lui far vedere che voglio servirti. Mio Dio non me ne starò più con le mani in mano. Fin da oggi voglio prendere la tua croce e cercherò di portarla dietro di te. (Beato Tito Brandsma, Via Crucis, Quinta Stazione)